작품 상세

(Campione d'Italia, 1581 - 1662) Adorazione dei Magi Olio su tavola di radica, cm 51,2X91,8 Provenienza: Londra, Bonhams, 3 Luglio 2013, lotto 54 Bibliografia: M. Bona Castellotti, 'La Pittura Lombarda del '700', Longanesi, Milano 1986, n. 64 Il dipinto è un importante testimonianza pittorica di Isidoro Bianchi. Sino a pochi anni fa la prima attività del pittore si riconosceva in quella torinese, quando era impegnato dal 1617 a decorare le volte della Galleria Grande di Palazzo Reale. Impresa questa, che difficilmente poteva essere affidata ad un esordiente. L'artista, infatti, fu alquanto precoce e agli anni 1598 - 1601 risale il ciclo di affreschi del monastero cistercense annesso all'Abbazia di Santa Maria dell'Acquafredda. Tra il 1605 e il 1606 è poi documentato alla corte di Rodolfo II a Praga e al suo ritorno lo troviamo impegnato a dipingere la cappella della Madonna del Carmine nella chiesa di Santo Stefano a Viggiù e poi quale allievo e collaboratore di Pier Francesco Mazzucchelli. Fu grazie a lui che il nostro fu accolto a lavorare nei cantieri sabaudi e quanto mai espressiva della cultura Morazzoniana e cortese è l'opera in esame, la cui singolarità del supporto impiegato alla stregua di una pietra dura per evocare il paesaggio, indica la particolare capacità creativa dell'autore e la sua cosmopolita formazione. Come ben evidenzia Mina Gregori, l'uso della radica è un unicum nell'ambito della pittura e da parte nostra possiamo asserire che fu certamente l'ambiente rudolfino a ispirare lo sperimentalismo del Bianchi. Nel nostro caso ben si coglie l'ispirazione del Mazzucchelli nel delineare le figure e al contempo ispirarsi alla cultura nordica nel descrivere la scenografia della narrazione. L'opera è corredata da una scheda critica di Mina Gregori. Bibliografia di riferimento: D. Pescarmona, 'Isidoro Bianchi di Campione 1581 - 1662', catalogo della mostra, Campione d'Italia 2003, ad vocem